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Trapianto di capelli : delusione e perché

 

Non è raro che il sogno di restaurare una capigliatura che ha lasciato il posto alla calvizie si scontri con un risultato deludente ed in contrasto con le aspettative del paziente.

Purtroppo i pazienti devono essere consapevoli prima di tutto della loro situazione personale, e vedremo di seguito di che cosa in particolare. Poi devono sapere come quale ed in che modo gli viene proposta una soluzione, che é costituita da una tecnica adatta a risolvere il caso specifico, da un chirurgo e da una clinica con opportune referenze.

differenza tra le tecniche di trapianto di capelli

Le promesse illusorie di un trapianto di capelli

Occorre che il paziente si consulti almeno con due specialisti, di cui uno deve essere un tricologo che non esegue trapianti, in modo da non essere in conflitto di interessi. Il punto dolente è quello delle promesse illusorie : quando un chirurgo per assicurarsi il paziente lo illude.

Giocando per di più sul costo dell’intervento che a volte è un punto fondamentale per il paziente per decidersi. Più il costo è basso più il paziente si sente attratto da questo aspetto e mette in secondo piano invece i punti fondamentali che sono quelli relativi alle possibilità di realizzazione di quello che lui si aspetta come risultato finale.

La situazione del paziente prima del trapianto di capelli

Venendo al caso particolare del paziente : dapprima occorre considerare se la sua caduta di capelli è definitiva o temporanea. I capelli possono cadere per stress, per presa di medicamenti, per altre ragioni che ne fanno un fenomeno transitorio. Invece possono cadere anche definitivamente, come nel caso della alopecia androgenetica.

Occorre sapere che le unità follicolari sul capo si distinguono in due categorie, quelle sensibili al diidrotestosterone, che le fa cadere e che si trovano sulla parte superiore del capo, e quelle che non sono sensibili a questo ormone e che quindi non cadono e che si trovano nella parte posteriore del capo.

La zona donatrice è sufficiente per un trapianto di capelli ?

Quest’ultima area è chiamata « zona donatrice ». E’ da questa zona infatti che vengono prelevate le unità follicolari per essere trapiantate nella zona calva ricevente.

Occorre quindi, dopo aver verificato la stabilizzazione e la perennità della calvizie, che venga considerata la zona donatrice, sia come densità di unità follicolari sia come superficie stessa, cioé in particolare occorre calcolare quale è l’entità di quello che viene chiamato il capitale di unità follicolari disponibile.

La scelta della tecnica di trapianto di capelli

Dobbiamo a questo punto, una volta che è chiara quella che è la situazione del paziente, cominciare ad interessarsi delle tecniche disponibili. Stiamo a questo punto parlando solamente di pazienti che non si sono mai sottoposti ad interventi di trapianto precedentemente. Vedremo succesivamente il caso di pazienti che invece purtroppo si sono già sottoposti a trapianto. E vedremo anche il perché del purtroppo.

Ebbene occorre sapere che le tecniche che sono di dominio pubblico, anche se con modalità differenti, procedono prelevando le unità follicolari dal capitale disponibile in zona donatrice e le spostano i zona ricevente. Poco alla volta dunque il numero di unità follicolari della zona donatrice diminuisce ed al loro posto, dopo il prelievo, si troverà un ammanco.

Scegliendo la tecnica FUT di trapianto di capelli

Se la tecnica utilizzata è la FUT che consiste nel prelievo di una striscia intera di cuoio capelluto dal retro del cranio, il risultato sarà un lunga cicatrice che purtroppo resterà evidente portando i capelli corti.

Scegliendo la tecnica FUE di trapianto di capelli

Se invece la tecnica utilizzata è la FUE allora le singole unità folliculari prelevate lasceranno il cranio costellato di piccoli ammanchi , in qualche sorta dei buchetti. In entrambi i casi dunque la zona donatrice resterà depauperata di una parte delle sue unità follicolari. Naturalmente se la zona donatrice è di natura abbastanza ampia e densa questo depauperamento sarà sopportabile.

Tuttavia nel caso di zone donatrici povere in partenza questi prelievi porteranno la zona donatrice ad essere completamente utilizzata. Comunque nel caso di restauri di zone di calvizia assai vasta è praticamente

I limiti delle zone donatrici

Impossibile che una zona donatrice anche in buone condizioni possa fornire una quantità sufficiente di unità follicolari per restauri di entità considerevoe. In questi casi bisogna evitare di cadere nelle mani di chirurghi poco scrupolosi che pur di eseguire l’intervento non esiteranno a proporre dei prelievi altissimi di unità follicolari . A volte si sente parlare di prelievi che possono raggiungere le 5000 unita follicolari.

Questa è una aberrazione sotto diversi punti di vista. Infatti questo quantitativo di unità follicolari, supposto che sia effettivamente disponibile senza andare a prelevare al di fuori della zona donatrice, cioè non andando a prelevare unità follicolari sensibili al diidrotestosterone che saranno destinate a cadere, è largamente superiore alla quantità che una zona donatrice puo offrire senza entrare in una situazione di devastazione totale.

Le conseguenze di prelievi cosi massicci sono : zona donatrice devastata, possibilità di necrosi dovuta all’impatto massiccio di ferite sul cuoio capelluto, risultato comunque insoddisfacente perche anche con 5000 unità follicolari non si riesce a restaurare completamente una calvizie di ampie dimensioni.

I casi di precedenti trapianti con zona donatrice devastata

Il risultato dunque sarà deludente e quello che è drammatico è che non sarà possibile di ripetere un secondo intervento perchè non vi sarà più disponibilità di unità follicolari in zona donatrice. Di casi come questo ne esistono numerosissimi, di persone attirate da prezzi low cost che si sono fidate di promesse irrealizzabili e che, se non si sono procurate una necrosi hanno comunque ottenuto un risultato incompleto ed insoddisfacente precludendosi ogni possibilità di rimediare.

Trapianto di capelli con moltiplicazione delle unità follicolari : la tecnica HST

Tutto questo perchè si ignorano le possibilità che invece esistono per dare una speranza ai pazienti in queste condizioni. Esiste infatti un tecnica che permette di rigenerare dopo ogni intervento la zona donatrice : la HST oHair Stemcell Transplantation. Questa tecnica che consiste nel prelievo di porzioni di unità follicolari fa si che le cellule staminali pilifere si suddividano nelle due porzioni di unità follicolare.

Ogni porzione da origine alla stessa aunità follicolare di origine. E’ chiaramente un modo per raddoppiare e quindi moltiplicare le unità follicolari che dopo un periodo di nove mesi sono rigenerate e pronte ad essere prelevate per un secondo intervento. Da poco in Italia questa tecnica è praticata nella Hair Science Clinic di Milano ed è descritta con abbondanza di dettagli nel sito internet www.hasci-italia.it